SABO MOTIVATO PER I MONDIALI DI SCHLADMING

03.02.2013, 11.00 Articolo tratto da Olimpiazzurra

Stefano Gross in esclusiva: “Voglio battere Hirscher ai Mondiali”

Ad inizio stagione Jacques Theolier aveva dichiarato: “Non ho mai visto nessuno sciare in slalom come Gross“. Un’investitura forse troppo pesante, che probabilmente ha messo eccessiva pressione al 26enne di Pozza di Fassa. Dopo un avvio tutt’altro che esaltante, tuttavia, l’altoatesino ha ottenuto un quarto ed un quinto posto, risultando anche il più veloce nella prima manche di Kitzbuehel (prima di commettere un grave errore nella seconda che lo ha relegato in 11ma posizione). Ai Mondiali di Schladming, dunque, arriva con un morale in crescita e la consapevolezza di potersi giocare fino in fondo le proprie carte su una pista che adora e che l’anno scorso lo vide secondo alle spalle dell’idolo locale Marcel Hirscher.

Cosa non ha funzionato nella prima parte di stagione?

“Per tutta l’estate avevo sciato molto forte, poi ho sbagliato le prime due gare. A quel punto dovevo pensare a fare punti e forse inconsciamente non ho dato tutto. Poi, man mano che la condizione ed i risultati crescevano, ho iniziato ad attaccare a tutta. Anche a Kitzbuehel è stato così, infatti non ho rammarichi: ero sceso in pista per vincere e ci ho provato fino in fondo”.

Paradossalmente, in una disciplina come lo slalom in cui si è sempre al limite, è meglio arrivare ad un Mondiale senza i favori del pronostico?

“Forse sì, ma sinceramente io non faccio caso a queste cose. Quando sono al cancelletto penso solo a dare il massimo per non avere rimpianti. Ora ho ritrovato le sensazioni giuste e non ho paura di attaccare”.

La pista di Schladming ti piace molto, ma Hirscher si può battere o bisogna solo sperare che “inforchi”?

“E’ la mia pista preferita come neve e pendio. L’anno scorso sono arrivato secondo proprio dietro Hirscher. E’ molto difficile batterlo, ma con due manche perfette si può fare. Se devo vincere, voglio che Marcel mi arrivi dietro: non sarebbe bello aver trionfato con lui fuori dai giochi”.

Dove pensi di dover ancora migliorare?

“Nella testa. A volte bisogna affrontare in maniera diversa certe situazioni in pista”.

Medaglia iridata od olimpica: quale sceglieresti?

Chiaramente vorrei vincerle entrambe, ma quella olimpica è ancora più importante“.

In futuro continuerai ad essere uno specialista dello slalom o proverai anche il gigante?

“Rimarrò solo uno slalomista. In fondo sono veramente pochissimi quelli che eccellono in entrambe le discipline, quindi preferisco concentrarmi solo su una delle due”.

Una curiosità: perché gli italiani non superano mai un turno nei paralleli?

“Perché non li alleniamo. Se quest’anno ha poca importanza, dato che nessuno di noi è in corsa per la classifica di specialità in slalom, dalla prossima stagione bisognerà cominciare a pensarci seriamente, anche perché la Fis sta aumentando questo genere di gare. Nei paralleli, poi, perdiamo molto tempo già in fase di partenza”.

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